ideazione Margherita Landi, Agnese Lanza regia VR Margherita Landi co-progettazione Massimo Bevilacqua produzione Giardino Chiuso/Orizzonti Verticali con il sostegno di Fondazione Fabbrica Europa con il contributo di MiC Ministero della Cultura nell’ambito del PNRR finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU, Regione Toscana, Comune di San Gimignano, – Assessorato alla Cultura, Comune di Colle di Val d’Elsa in collaborazione con DIDA – Dipartimento di Architettura | Università degli studi di Firenze main partner Gold Enterprise progetto vincitore della Menzione Onoraria al CutTech per ArsElectronica Award 2024 – Vienna
C’è qualcosa che tocca ognuno di noi quando lasciamo andare le nostre resistenze e condividiamo un abbraccio. Embracing Places – Abbraccia un borgo utilizza tecnologie immersive e pratiche corporee per favorire la connessione, la solidarietà e l’apprezzamento del patrimonio artistico e culturale.
Il progetto coinvolge attivamente i residenti e i paesaggi unici dei piccoli paesi, creando opere site-specific basate sulla comunità, che risuonano con il significato emotivo di ogni luogo. Si costruisce così un archivio di abbracci diversi e una rete di borghi.
Il pubblico partecipa a un’esperienza di Realtà Virtuale a 360°, in cui i residenti dei piccoli paesi vengono ripresi mentre compiono gesti semplici, come abbracciarsi, in luoghi significativi. Indossando visori VR, gli utenti sono invitati a rispecchiare questi gesti, trasformando i loro movimenti in un’esperienza personale e intima. Gli spettatori senza visori assistono ai movimenti sincronizzati dei partecipanti, creando una performance dal vivo che sfuma i confini tra il mondo virtuale e quello fisico.
Il progetto sottolinea l’importanza di preservare la cultura locale e di promuovere l’empatia in un’era di interazione digitale. Mettendo in luce i modi unici in cui le diverse comunità esprimono connessione, Embracing Places mira a contrastare l’isolamento e a sensibilizzare sulla ricchezza culturale dei paesi meno rappresentati, creando un archivio vivente di gesti condivisi e universali.
BAD TO SCHOOL Organizzazioni culturali e mondo della scuola: metodologie di coprogettazione e promozione
Organizzatori Giardino Chiuso, LaLut, Straligut Teatro, Topi Dalmata Partners Università di Siena, Santa Chiara Lab, ux.boutique, Murate Idea Park Con il contributo di Fondazione Monte dei Paschi di Siena Nell’ambito del bando RESET
BAD è un progetto di formazione nato nel 2023, nell’ambito di RESET, un’iniziativa della Fondazione Monte dei Paschi di Siena per sostenere, formare ed ingaggiare il settore culturale e creativo della Provincia di Siena. Nella prima edizione i percorsi formativi avevano come comune denominatore la “trasformazione digitale” del settore culturale.
Per l’anno 2025 proponiamo BAD TO SCHOOL un percorso di formazione intensivo per esplorare il rapporto tra organizzazioni culturali e mondo della scuola, con un’attenzione particolare, vista la vocazione che BAD reca nel nome, a come anche il tema del digitale è affrontato nelle attività di progettazione, negli interventi di didattica e promozione che vengono proposti ai giovani in età scolare.
Enti culturali e comunità scolastica, per valorizzare al meglio le rispettive potenzialità, necessitano di figure professionali in grado di attivare e facilitare dialoghi strutturati e percorsi condivisi.
Il corso forma Mediatori di progetto:
professionisti (che possono essere anche interni alle stesse organizzazioni, personale in cerca di una maggiore specializzazione) con competenze specifiche nella gestione delle relazioni tra enti culturali e Scuole, nella facilitazione di processi di co-progettazione e nella promozione di attività culturali rivolte al mondo educativo.
Ogni incontro sarà guidato da realtà di eccellenza nazionale nel campo della mediazione culturale, del teatro e della formazione: Fondazione Musei Senesi (Siena), Casa dello Spettatore (Roma), Teatro dell’Argine (Bologna), Teatro Metastasio (Prato).
Obiettivi formativi:
Acquisire strumenti per facilitare processi di ascolto, confronto e coprogettazione
Sviluppare competenze di mediazione culturale tra Scuola, enti e comunità
Supportare le organizzazioni culturali nell’organizzazione efficace di proposte per il sistema scolastico
Destinatari:
Operatori culturali, studenti universitari, educatori, insegnanti, progettisti, figure di coordinamento.
✔ Possibilità di frequentare uno o più workshop a scelta
✔Formazione pratica
✔ Competenze subito spendibili
✔ Networking con realtà del territorio e nazionali
Un corso per chi vuole fare la differenza nelle politiche culturali ed educative dei territori.
messa in scena Tuccio Guicciardini, Patrizia de Bari riduzione teatrale Tuccio Guicciardini interpreti Annibale Pavone, Sebastiano Geronimo voci off Igor Horvat, Alessio Martinoli giuria Andrea Di Bari, Giuliana Di Bari, Lodovico Guicciardini, Eleonora Macchi, Domenico Nuovo, Simonetta Repetto produzione video vr Andrea Montagnani, Daniele Sacchi stiching e post-produzione pupillaquadra post-produzione audio Incautamente sviluppo software vrper Panacea srl Marco Giammetti, Vincenzo Fabiano gestione piattaforma software per Panacea srl Antonella Montibello costumi e trucco Marilù Sasso consulenza storico documentaristica Fulvio Cortese documentazione video e foto Sofia Giuntini, Edoardo Romeo ufficio stampa Pina Izzi consulenza per la lingua armena Elen Adamyan segreteria organizzativa e di produzione Martina Galieni collaborazione al progetto Donato Montibello produzione Compagnia Giardino Chiuso, Fondazione Fabbrica Europa con il contributo di Mic, Regione Toscana, Comune di San Gimignano_Assessorato alla Cultura con il sostegno di Fondazione Toscana Spettacolo onlus e Regione Toscana – progetto Così remoti, così vicini – Nuove idee per un teatro a distanza con il patrocinio di Unione degli Armeni d’Italia
Il 15 marzo 1921 un turco corpulento cammina per le strade di Berlino. Uno studente armeno, Soghomon Tehlirian, lo raggiunge e lo colpisce mortalmente con una pallottola. La vittima era Talaat Pascià, già Ministro degli Interni e uomo forte del governo dei “Giovani Turchi”, rifugiatosi in Germania dopo la sconfitta dell’impero ottomano nel primo conflitto mondiale e ritenuto il principale responsabile del genocidio armeno. Qualche mese dopo, il 2 e 3 giugno 1921, dinanzi alla Corte d’Assise del Tribunale di Berlino, viene celebrato il processo a carico di Tehlirian: dopo un intenso e drammatico dibattimento lo studente armeno viene assolto. Ripercorrere oggi gli atti di quel clamoroso processo, cercando di capire perché un omicida venne assolto e la sua vittima moralmente condannata, consente di cogliere, accanto alle motivazioni politiche da cui scaturì quella sentenza, una serie di inconfutabili dati storici che rendono tuttora attuale e non archiviabile la questione armena. Nella riduzione degli atti processuali, la compagnia mette a fuoco l’intenso interrogatorio di Tehlirian, dove emergono gli orrendi racconti dei massacri perpetrati dai turchi verso la popolazione armena e la continua e inesauribile sofferenza del giovane studente, che lo porterà ad una soluzione drammatica ma “necessaria”. Uno spettacolo che dà voce alla storia e alla natura, molte volte inconcepibile, dell’uomo.
Nella ricorrenza del centenario dell’avvenimento, la compagnia Giardino Chiuso produce un allestimento appositamente pensato per la digitalizzazione in Realtà Virtuale (VR) su piattaforma Oculus attraverso la creazione di un’App nativa, realizzata da Panacea, azienda IT specializzata in progettazione e sviluppo di soluzioni in Augmented & Virtual Reality. L’obiettivo della proposta in digitale è quello di offrire la possibilità di partecipazione a distanza ed assicurare esperienze innovative legate al Teatro e alla Danza.
L’ambientazione scenica è scarna, essenziale. I due protagonisti, l’imputato e il Presidente, sono volutamente astratti, fuori da ogni contesto temporale, per sottolineare l’universalità e la ripetitività delle storture e delle aberrazioni umane. Le parole prendono corpo e si concretizzano, nude, come testimonianza scolpita nella pietra. Come contraltare una giuria connotata negli anni ’20, contemporanea agli avvenimenti storico-sociali dell’epoca, assiste al dibattimento. E’ una giuria “grottesca”, consapevole che il verdetto emesso dovrà essere ripetuto ancora, ancora… in tutte le latitudini del mondo, per anni, forse per sempre. La linea drammaturgica porta ad un quesito fondamentale per le nostre coscienze: quale giustizia è giusta? Quella dei codici, delle norme e delle leggi scritte o quella di un’umanità “universale”, una giustizia intima, che nasce dall’anima. La ricerca di ristabilire quanto meno un’idea plausibile di giustizia, affinché la storia non diventi una farsa totale.
Il progetto prevede, in un secondo momento, una serie di arricchimenti con la creazione di apposite aree di approfondimento, che aiuteranno ad avere una visione quanto più completa sul delicato argomento trattato. Vista la rilevanza internazionale dei fatti narrati, lo spettacolo sarà prodotto anche con un doppiaggio in lingua inglese. Indubbiamente il teatro è fatto dall’alchimia che si crea tra pubblico ed attori in un determinato istante e in un determinato luogo. La ricerca è quella di esplorare altri “spazi” teatrali che, senza sostituire l’unicità del teatro, si muovano in percorsi paralleli attraverso nuovi linguaggi.
Il progetto è realizzato in collaborazione con Panacea srl – Affari e Servizi, azienda innovativa senese specializzata nella progettazione e nello sviluppo di soluzioni nel campo dell’IT e dell’Extended Reality.
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