
da “Biancaneve” dei Fratelli Grimm
interpretata da Carla Tatò
adattamento e mise en espace Tuccio Guicciardini
movimenti Patrizia de Bari
con Laudomia Delli Guicciardini
video Andrea Montagnani
produzione compagnia Giardino Chiuso
con il sostegno di Regione Toscana, Comune di San Gimignano_Assessorato alla Cultura
La compagnia Giardino Chiuso propone un allestimento site specific tratto dalla famosa fiaba “Biancaneve” nella versione dei Fratelli Grimm, cercando di mantenerne intatta la morale e il percorso narrativo. Il testo, nella sua prima versione del 1812, ha subito nel tempo molte modifiche, ed è stato edulcorato e reso più attuale. La fiaba originale tratta invece argomenti inquietanti con risvolti psicologici legati al conflitto madre-figlia e al passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Nella prima versione, rispetto a quella più nota poi tramandata fino ai giorni nostri del 1857, la matrigna antagonista di Biancaneve è addirittura la madre, che nutre un sentimento di invidia nei confronti della figlia così grande da desiderarne la morte.
La fanciulla riceve un dono, quello della bellezza, attraverso il quale poi riuscirà a trovare la sua indipendenza e la sua salvezza. Ma anche il dono della grazia può contenere il suo contrario…
Lo spazio scenico è abitato del testo, per l’adattamento di Guicciardini, con l’interpretazione magistrale Carla Tatò, premio UBU alla carriera 2024, che ne evidenzia gli aspetti sia crudi che nostalgici, con alcuni inserti in lingua tedesca che sottolineano l’origine nordica del racconto. Un’installazione sonora e visiva, agita da una giovanissima interprete. Nella messa in scena prevalgono i colori bianco, nero e rosso, come sottolinea l’incipit del racconto “bianca come la neve, rossa come il sangue e con i capelli neri come l’ebano”, che rappresentano purezza/assenza (bianco), oscurità/totalità (nero) e passione/vitalità (rosso). Tre colori fondamentali con significati simbolici e storici profondi, spesso contrapposti ma anche complementari, creano contrasto e significato emotivo.
Biancaneve in versione teatrale è andata in scena sotto forma di I studio al Teatro Akropolis di Genova, ed è il secondo lavoro tratto dalla raccolta Le fiabe del focolare dei F.lli Grimm, dopo Cappuccetto Rosso.
Lo spettacolo indaga i molteplici aspetti del testo attraverso i vari linguaggi della parola, movimento e video, elementi che definiscono la cifra stilistica della compagnia da molti anni, restituendo una narrazione fantastica e fiabesca aprendo all’immaginazione e all’interpretazione.
Il lavoro debutta al festival Orizzonti Verticali, agosto 2025, dopo una prima versione teatrale in progress (Teatro Akropolis, Genova, dicembre 2024). Questa versione si presta a varie modalità di fruizione, in quanto pensata anche come opera installativa puramente sonora, e offre spunti per laboratori, letture, approfondimenti su varie tematiche. Inoltre è in qualche modo “interattiva”, creando una situazione scenica che coinvolge totalmente gli spettatori.
Rassegna stampa
“Presso la Sala della Cancelleria prende vita Biancaneve, un’installazione performativa site-specific ideata dalla Compagnia Giardino Chiuso con la regia di Tuccio Guicciardini, ispirata ai Fratelli Grimm. La compagnia, con sede a San Gimignano, è una realtà artistica fondata nel 1998 e diretta da Tuccio Guicciardini e Patrizia de Bari. Si distingue per una poetica che fonde teatro, danza contemporanea e arti visive, come evidenzia questa installazione.
Lo spazio allestito è abitato da oggetti evocativi – mele rosse, uno specchio, una piccola casetta – che rimandano ai simboli archetipici della narrazione. Ogni giorno del festival il pubblico può immergersi in questo ambiente fiabesco, accompagnato dalla voce registrata di Carla Tatò che interpreta la fiaba con intensità e crudezza, alternando l’italiano al tedesco per restituire la potenza originaria del racconto e visioni proiettate alle pareti. La scelta musicale che accompagna l’installazione è interamente tedesca, con brani che spaziano dal repertorio classico al contemporaneo, contribuendo a creare un’atmosfera sospesa e inquieta.
Il 4 agosto, l’installazione si arricchisce di una performance dal vivo con la giovanissima Laudomia Delli Guicciardini che dà corpo a tutti i personaggi, senza mai parlare. All’interno di uno spazio bianco, l’attrice anche lei in bianco vestita, si trasforma: indossa parrucche per incarnare la Regina cattiva, si specchia, manipola le mele, anima la casetta dei nani. Ogni gesto è calibrato, essenziale, quasi didascalico ma capace di generare tensione: anche i movimenti minimi catalizzano l’attenzione senza mai prendere il sopravvento sulla narrazione ma agendo come suo specchio.
La recitazione, sintetica, quasi distaccata, ma proprio per questo è molto evocativa. L’espressione facciale cambia di rado, contribuendo a un effetto straniante che restituisce la violenza latente del racconto. Basta un gesto minimo — come il semplice mostrare quelle scarpe rosse in scena mentre la voce narrante descrive il momento in cui la strega le indossa e muore — per suscitare terrore e pietà. Biancaneve non è solo una fiaba: è un viaggio nella memoria, un confronto con ciò che abbiamo rimosso o addolcito, sostituendo il suo epilogo crudele con un finale più rassicurante. Qui, invece, il mito si riapre e si sporca.”
di MARIA FRANCESCA SACCO / PAC LAB* – 10 agosto 2025 – paneacquaculture
“Il racconto di Carla Tatò fa da traccia alla performance Biancaneve della Compagnia Giardino Chiuso, liberamente tratta dal racconto dei Fratelli Grimm. Un adattamento, quello di Tuccio Guicciardini, che restituisce la cattiveria insita, spesso, nelle favole. L’attrice, Laudomia Delli Guicciardini, si muove all’interno dello spazio avvolto dalla proiezione per rendere materialmente visibile lo svolgersi della fiaba. La voce narrante, che le parti più incisive ripete in tedesco, trasmette le sensazioni che i protagonisti immaginari stiano vivendo quella realtà sotto i nostri occhi. Pochi oggetti scenici, ma funzionali, sono disposti all’interno della sala/scena e utilizzati dall’interprete per sottolineare, visivamente, ciò che ascoltiamo attraverso i movimenti coreografici ideati da Patrizia De Bari. Un po’ più di cattiveria interpretativa, in alcune fasi, non guasterebbe e non pensiamo che disturberebbe la visione ai bambini presenti. La musica, ben scelta, sottolinea i movimenti e lo scorrere del tempo così come le immagini – in bianco e nero o a colori – proiettate nello spazio che ci circonda e che ci avvolgono. Una vicenda in sé drammatica (come sono spesso le favole), che regala un finale solo parzialmente immaginifico in cui il dolore e la punizione convivono con l’assoluzione del potere costituito (quando si presenta sotto forma di principe innamorato). Uno spettacolo che, con pochi accorgimenti, può rivelarsi una buona rilettura per bambini e ragazzi al fine di esorcizzare le difficoltà che la maggioranza di loro incontrerà nel prosieguo della vita reale.”
di Luciano Uggè – 9 agosto 2025 – PERSINSALA
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