Ergo Sum – Descartes Diptych

coreografia Daniele Ninarello, Marco Chenevier
interpreti 8 danzatori della Compagnia EgriBiancoDanza
produzione Fondazione Egri per la danza, Giardino Chiuso
con il sostegno di MiC, Regione Piemonte, Fondazione CRT, TAP – Torino Arti Performative in collaborazione con Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani – Torino

Ergo Sum è l’ultima tappa dell’omonimo progetto, a cura di Raphael Bianco, che la Compagnia EgriBiancoDanza ha dedicato alle intuizioni e visioni di grandi pensatori della nostra civiltà: Montaigne, Leonardo e Einstein.
Quest’ultimo tassello si ispira alle teorie di Descartes sull’esistenza ed è affidato a due interessanti  coreografi di chiara fama nel panorama della danza contemporanea: Daniele Ninarello e Marco Chenevier.
In particolare, per il 2022, la compagnia Giardino Chiuso coprodurrà con la Fondazione Egri per la Danza il lavoro del coreografo emergente Marco Chenevier ospitandolo in residenza artistica a San Gimignano dal 24 al 29 ottobre.

Marco Chenevier è stato per sette anni assistente di Isaac Alvarez presso il Théâtre du Moulinage a Lussas (Francia). È danzatore in diverse compagnie tra Italia e Francia: Romeo Castellucci e Cindy Van Acker, Cie CFB451 in seno al CCN di Roubaix – Carolyn Carlson, Cie Lolita Espin Anadon, Les Eclats e altre ancora. Da subito interessato alla composizione coreografica, sviluppa un percorso di ricerca a cavallo tra i generi, esplorando i confini tra i linguaggi della danza e del teatro. Già coreografo per EgriBiancoDanza per la produzione Le labbra di Prometeo (2017).

Entanglement

Dal 19 al 23 agosto 2022 il duo coreografico composto da Lorenzo di Rocco e Jennifer Lavinia Rosati inizierà la seconda fase di residenza artistica per lo sviluppo del progetto Entanglement, presentato in forma di studio 2 al Festival direzioniAltre 2021 e vincitore nello stesso anno del Premio Twain_direzioniAltre.

La residenza si svolgerà presso Teatro il Rivellino e Supercinema a Tuscania con il tutoraggio di Gian Maria Cervo (drammatugo), Loredana Parrella (direttore artistica), Elena Mozzetta (responsabile “Pionieri della Visione”), Luca Febbraro (direttore tecnico).

Entanglement

Dal 22 al 30 giugno 2022 il duo coreografico composto da Lorenzo di Rocco e Jennifer Lavinia Rosati inizierà la prima fase di residenza artistica per lo sviluppo del progetto Entanglement, presentato in forma di studio 2 al Festival direzioniAltre 2021 e vincitore nello stesso anno del Premio Twain_direzioniAltre.

La residenza si svolgerà presso Teatro il Rivellino e Sala Santa Croce a Tuscania con il tutoraggio di Gian Maria Cervo (drammatugo), Loredana Parrella (direttore artistica), Elena Mozzetta (responsabile “Pionieri della Visione”), Luca Febbraro (direttore tecnico).

Bianchisentieri#3

ideazione Tuccio Guicciardini, Patrizia de Bari
coreografia Patrizia de Bari
composizioni originali Sabino de Bari
costume Rosaria Minneci
elaborazioni sonore Daniele Borri
coproduzione Giardino Chiuso, ResExtensa, Fondazione Fabbrica Europa
con il sostegno di MiC_Ministero della Cultura, Regione Toscana
con il patrocinio di Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale

Il 7 e l’8 luglio Giardino Chiuso è in residenza presso i Laghi di Monticchio a Rionero in Vulture (PZ) per lo sviluppo di Bianchisentieri#3, seconda tappa del progetto che prevede la collaborazione con varie realtà professionali individuate sul territorio nazionale, volto alla diffusione e promozione di nuovi processi creativi.

Il lavoro, fortemente saldato alla matrice della performance Bianchisentieri viene rielaborato in siti non convenzionali coinvolgendo nuovi interpreti attraverso periodi di residenza dedicati, ed è rivolto soprattutto a giovani artisti, per attivare un percorso di trasmissione e condivisione che rigeneri e consolidi i progetti culturali nei vari territori che sono lambiti dalla performance. Una politica mirata allo scambio culturale che possa alimentare, in questo momento così difficile, le pratiche artistiche.

 

Bianchisentieri#2

ideazione Tuccio Guicciardini, Patrizia de Bari
coreografia Patrizia de Bari
composizioni originali Sabino de Bari
interprete Giada Ruoppo
costume Rosaria Minneci
elaborazioni sonore Daniele Borri
coproduzione Giardino Chiuso, BorderLine Danza, Fondazione Fabbrica Europa
con il sostegno di MiC_Ministero della Cultura, Regione Toscana
con il patrocinio di Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale

Il 29 e il 30 giugno Giardino Chiuso è in residenza presso il convento di San Francesco a Gioi Cilento (SA) per lo sviluppo di Bianchisentieri#2, seconda tappa del progetto che prevede la collaborazione con varie realtà professionali individuate sul territorio nazionale, volto alla diffusione e promozione di nuovi processi creativi.

Il lavoro, fortemente saldato alla matrice della performance Bianchisentieri viene rielaborato in siti non convenzionali coinvolgendo nuovi interpreti attraverso periodi di residenza dedicati, ed è rivolto soprattutto a giovani artisti, per attivare un percorso di trasmissione e condivisione che rigeneri e consolidi i progetti culturali nei vari territori che sono lambiti dalla performance. Una politica mirata allo scambio culturale che possa alimentare, in questo momento così difficile, le pratiche artistiche.

 

Residenza PARC. L’imputato non è colpevole

messa in scena Tuccio Guicciardini, Patrizia de Bari
riduzione teatrale Tuccio Guicciardini
interpreti Annibale Pavone, Sebastiano Geronimo
voci off Igor Horvat, Alessio Martinoli
giuria Andrea Di Bari, Giuliana Di Bari, Lodovico Guicciardini, Eleonora Macchi, Domenico Nuovo, Simonetta Repetto
produzione video vr Andrea Montagnani, Daniele Sacchi
stiching e post-produzione pupillaquadra
post-produzione audio Incautamente
sviluppo software vr per Panacea srl Marco Giammetti, Vincenzo Fabiano
gestione piattaforma software per Panacea srl Antonella Montibello
costumi e trucco Marilù Sasso
consulenza storico documentaristica Fulvio Cortese
documentazione video e foto Sofia Giuntini, Edoardo Romeo
ufficio stampa Pina Izzi
consulenza per la lingua armena Elen Adamyan
segreteria organizzativa e di produzione Martina Galieni
collaborazione al progetto Donato Montibello
produzione Compagnia Giardino Chiuso, Fondazione Fabbrica Europa
con il contributo di Mibact, Regione Toscana, Comune di San Gimignano_Assessorato alla Cultura
con il sostegno di Fondazione Toscana Spettacolo onlus e Regione Toscana – progetto Così remoti, così vicini – Nuove idee per un teatro a distanza
con il patrocinio di Unione degli Armeni d’Italia

Dal 15 al 25 febbraio Giardino Chiuso è in residenza al PARC_Performing Arts Research Centre per lo sviluppo di una nuova produzione de L’imputato non è colpevole, una delle 23 proposte selezionate nell’ambito del progetto speciale “Così remoti, così vicini – Nuove idee per un teatro a distanza”. Tale progetto è stato promosso da Fondazione Toscana Spettacolo d’intesa con la Regione Toscana, con l’obiettivo di raccogliere nuove proposte per il teatro fruibile da remoto e sostenerne la realizzazione.

L’imputato non è colpevole, drammaturgia di Tuccio Guicciardini, è un lavoro liberamente ispirato agli Atti del Processo per l’uccisione, avvenuta il 15 marzo 1921 a Berlino, di Talaat Pascià, già ministro degli interni e uomo forte del governo dei “Giovani Turchi”, per mano dello studente armeno Soghomon Tehlirian. Qualche mese dopo, il 2 e 3 giugno 1921, dinanzi alla Corte d’assise del Tribunale di Berlino, viene celebrato il processo a carico di Tehlirian. Dopo un intenso e drammatico dibattimento lo studente viene assolto.

L’allestimento è stato previsto nella ricorrenza del centenario dell’avvenimento, e pensato per la digitalizzazione in Realtà Virtuale (RV) su piattaforma Oculus attraverso la creazione di un’App nativa.

Per ulteriori dettagli vai alla scheda del Progetto Oculus. L’Imputato non è colpevole

Entanglement_Studio2

creazione e interpretazione Lorenzo di Rocco e Jennifer Lavinia Rosati
musiche di Zack Hemsey
produzione Giardino Chiuso/Orizzonti Verticali, Fondazione Fabbrica Europa/PARC Performing Arts Research Centre
nell’ambito del progetto di Residenza Orizzonti Verticali_cantiere danza
sostenuto da COB Compagnia Opus Ballet
con il contributo di Mibac, Regione Toscana
residenza coreografica dal 17 al 23 agosto 2020 presso PARC, Firenze

L’idea del lavoro è ispirata al concetto di entanglement, quel misterioso fenomeno della meccanica quantistica definito da Einstein come un’azione a distanza. Affascinati ed incuriositi dal gioco delle particelle che, grazie ad un indefinito legame comunicativo, reagiscono in egual modo seppur distanti tra loro, abbiamo iniziato la ricerca del nostro progetto: un intreccio di essenze e corpi legati da una forza tanto profonda quanto potente, che trascende tempo e spazio, annullando il principio di località.
Attratti dall’analogo rapporto tra microcosmo e macrocosmo, intesi come atomo e uomo, come uno la riproduzione in scala dell’altro, ci siamo avvicinati all’idea che i fenomeni che hanno luogo in un mondo infinitamente piccolo come quello delle particelle possano trasporsi nella nostra realtà. Tra i vari fenomeni di cui siamo venuti a conoscenza, siamo rimasti particolarmente colpiti dall’entanglement quantistico, fenomeno in cui due particelle microscopiche, inizialmente interagenti, possono risultare legate tra loro anche poste a grande distanza l’una dall’altra, come se fossero legate da un intreccio invisibile. Da qui nasce una riflessione che proietta l’entanglement sulle relazioni che si instaurano tra gli esseri umani. Le persone creano costantemente relazioni che influenzano lo status quo emotivo degli uni e degli altri, a prescindere dal modo in cui esse comunichino. Ecco allora l’idea di offrirci come “cavie” del nostro esperimento coreografico: creando un’incessante contatto che ci permettesse dapprima di trasferire quante più informazioni lavorando come un unico corpo e poi di continuare a condividerle a distanza, danzando come due particelle nello spazio scenico. Indagando su quello che potrebbe essere a livello quotidiano la forma più emblematica di contatto umano, abbiamo deciso di utilizzare “l’abbraccio” come gesto ricorrente della struttura coreografica, un flusso di energia puro e semplice in grado di connetterci a livello più profondo con il prossimo.

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