Il giardino di Galleria Continua si sviluppa all’esterno di un ex cinema/teatro che oggi ospita la sede principale della galleria a San Gimignano, e offre una splendida vista sulle colline della Val d’Elsa, immerso tra viole, gigli, passiflora, lecci e cipressi. Il giardino della galleria ha ospitato opere di numerosi artisti, dando vita a un ambiente suggestivo il cui primo intento è sempre stato quello d’instaurare un dialogo tra l’arte contemporanea e il territorio.
L’attuale è frutto di un progetto della fine degli anni Ottanta dell’Architetto Pozzuoli, allievo del celebre maestro Pietro Porcinai, il più grande
paesaggista italiano del Novecento. L’immobile era appartenuto in precedenza ad una nobile famiglia fiorentina ed era gestito da una famiglia di agricoltori che aveva adibito il terreno ad orto per coltivare prodotti da rivendere al mercato cittadino settimanale.
ideazione Tuccio Guicciardini, Patrizia de Bari coreografia Patrizia de Bari composizioni originali Sabino de Bari costume Rosaria Minneci elaborazioni sonore Daniele Borri coproduzione Giardino Chiuso, ResExtensa, Fondazione Fabbrica Europa con il sostegno di MiC_Ministero della Cultura, Regione Toscana con il patrocinio di Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale
Il 7 e l’8 luglio Giardino Chiuso è in residenza presso i Laghi di Monticchio a Rionero in Vulture (PZ) per lo sviluppo di Bianchisentieri#3, seconda tappa del progetto che prevede la collaborazione con varie realtà professionali individuate sul territorio nazionale, volto alla diffusione e promozione di nuovi processi creativi.
Il lavoro, fortemente saldato alla matrice della performance Bianchisentieriviene rielaborato in siti non convenzionali coinvolgendo nuovi interpreti attraverso periodi di residenza dedicati, ed è rivolto soprattutto a giovani artisti, per attivare un percorso di trasmissione e condivisione che rigeneri e consolidi i progetti culturali nei vari territori che sono lambiti dalla performance. Una politica mirata allo scambio culturale che possa alimentare, in questo momento così difficile, le pratiche artistiche.
ideazione Tuccio Guicciardini, Patrizia de Bari coreografia Patrizia de Bari composizioni originali Sabino de Bari interprete Giada Ruoppo costume Rosaria Minneci elaborazioni sonore Daniele Borri coproduzione Giardino Chiuso, BorderLine Danza, Fondazione Fabbrica Europa con il sostegno di MiC_Ministero della Cultura, Regione Toscana con il patrocinio di Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale
Il 29 e il 30 giugno Giardino Chiuso è in residenza presso il convento di San Francesco a Gioi Cilento (SA) per lo sviluppo di Bianchisentieri#2, seconda tappa del progetto che prevede la collaborazione con varie realtà professionali individuate sul territorio nazionale, volto alla diffusione e promozione di nuovi processi creativi.
Il lavoro, fortemente saldato alla matrice della performance Bianchisentieriviene rielaborato in siti non convenzionali coinvolgendo nuovi interpreti attraverso periodi di residenza dedicati, ed è rivolto soprattutto a giovani artisti, per attivare un percorso di trasmissione e condivisione che rigeneri e consolidi i progetti culturali nei vari territori che sono lambiti dalla performance. Una politica mirata allo scambio culturale che possa alimentare, in questo momento così difficile, le pratiche artistiche.
messa in scena Tuccio Guicciardini, Patrizia de Bari riduzione teatrale Tuccio Guicciardini interpreti Annibale Pavone, Sebastiano Geronimo voci off Igor Horvat, Alessio Martinoli giuria Andrea Di Bari, Giuliana Di Bari, Lodovico Guicciardini, Eleonora Macchi, Domenico Nuovo, Simonetta Repetto produzione video vr Andrea Montagnani, Daniele Sacchi stiching e post-produzione pupillaquadra post-produzione audio Incautamente sviluppo software vr per Panacea srl Marco Giammetti, Vincenzo Fabiano gestione piattaforma software per Panacea srl Antonella Montibello costumi e trucco Marilù Sasso consulenza storico documentaristica Fulvio Cortese documentazione video e foto Sofia Giuntini, Edoardo Romeo ufficio stampa Pina Izzi consulenza per la lingua armena Elen Adamyan segreteria organizzativa e di produzione Martina Galieni collaborazione al progetto Donato Montibello produzione Compagnia Giardino Chiuso, Fondazione Fabbrica Europa con il contributo di Mibact, Regione Toscana, Comune di San Gimignano_Assessorato alla Cultura con il sostegno di Fondazione Toscana Spettacolo onlus e Regione Toscana – progetto Così remoti, così vicini – Nuove idee per un teatro a distanza con il patrocinio di Unione degli Armeni d’Italia
Dal 15 al 25 febbraio Giardino Chiuso è in residenza al PARC_Performing Arts Research Centre per lo sviluppo di una nuova produzione de L’imputato non è colpevole, una delle 23 proposte selezionate nell’ambito del progetto speciale “Così remoti, così vicini – Nuove idee per un teatro a distanza”. Tale progetto è stato promosso da Fondazione Toscana Spettacolo d’intesa con la Regione Toscana, con l’obiettivo di raccogliere nuove proposte per il teatro fruibile da remoto e sostenerne la realizzazione.
L’imputato non è colpevole, drammaturgia di Tuccio Guicciardini, è un lavoro liberamente ispirato agli Atti del Processo per l’uccisione, avvenuta il 15 marzo 1921 a Berlino, di Talaat Pascià, già ministro degli interni e uomo forte del governo dei “Giovani Turchi”, per mano dello studente armeno Soghomon Tehlirian. Qualche mese dopo, il 2 e 3 giugno 1921, dinanzi alla Corte d’assise del Tribunale di Berlino, viene celebrato il processo a carico di Tehlirian. Dopo un intenso e drammatico dibattimento lo studente viene assolto.
L’allestimento è stato previsto nella ricorrenza del centenario dell’avvenimento, e pensato per la digitalizzazione in Realtà Virtuale (RV) su piattaforma Oculus attraverso la creazione di un’App nativa.
dalle passate stagioni di Leggieri d’Inverno (2002>2020)
Teatro dei Leggieri, San Gimignano a cura di Compagnia Giardino Chiuso
Il “Teatro” è chiuso, è stato temporaneamente messo in soffitta, ben riposto in uno scatolone, con la bambagia affinché non si rovini. Come fosse un oggetto prezioso, ma non indispensabile nella nostra vita quotidiana contemporanea. I lamenti di chi “fa” teatro e di chi ne usufruisce sono flebili e stentorei, passano inosservati, ignorati. Solo in rari casi qualche politico o commentatore denuncia il pericolo di oblio di un’arte antichissima, parole importanti ma non sufficienti a salvare un mondo in caduta libera. Una soluzione per preservare il teatro, e tutti i lavoratori che gravitano nel suo mondo, è quella di trasferirlo in streaming, all’interno di svariate piattaforme e metodologie. Non siamo contrari a questa indiscriminata soluzione, semplicemente non è teatro, è un’altra cosa, un’altra arte.
Nonostante questo dilemma si sta preparando la Netflix della cultura, asserendo che il Teatro, nella sua accezione più vasta, possa vivere ancora. Rigenerandosi attraverso internet, attraverso dirette streaming, attraverso uno schermo. Ma è un’illusione, un grande bluff, una cura palliativa; per quello che ha prodotto nei secoli, non solo per i capolavori ma anche per il ruolo determinante nella crescita sociale e individuale di ognuno di noi, il Teatro dovrebbe avere ben diversa considerazione. Per tali dubbi sull’utilizzo di questo mezzo “innovativo” noi, come operatori culturali, non abbiamo mai creduto alla spasmodica corsa verso produzioni appositamente create per il mezzo digitale. Ma abbiamo sempre riconosciuto il mezzo telematico con un ruolo fondamentale, ovvero quello di archivio storico, un servizio pedagogico e di memoria. Consci di questi pensieri e consapevoli della propria coerenza artistica, ci siamo imbattuti in molti progetti creati e realizzati fin dal 2002, anno della prima edizione della rassegna invernale al teatro dei Leggieri di San Gimignano “Leggieri d’Inverno”, dove il passaggio di molti artisti e il coinvolgimento del pubblico testimoniano quanto il teatro sia importante, vitale e necessario per la costituzione di una comunità civile e “parlante”. Per questo, nel periodo dell’anno che solitamente vedeva in pieno svolgimento gli appuntamenti di “Leggieri d’Inverno”, vogliamo riproporre sul canale video di Giardino Chiuso racconti di memorie passate, condivisi e realizzati con quella comunità a cui da sempre il teatro appartiene. Per non dimenticare (felicemente) tutto e per auspicare un futuro di incontri all’insegna della creatività, sperando in una prossima riapertura delle porte del “nostro” teatro e di tutti i teatri.
CALENDARIO eventi online
CARTOLINE DAL BAGOLARO
sab 23/01 > I puntataLA SALA
sab 30/01 > II puntata IL BALLO
sab 06/02 > III puntata DONNE
sab 13/02 > IV puntata RIDERE INSIEME
Scuole a Teatro è diventato un appuntamento ormai canonico e indispensabile; come sempre il nostro impegno si rinnova e quest’anno amplia la sua proposta rivolta alle giovani generazioni. Fin dalla sua nascita la rassegna Leggieri d’Inverno ha avuto un’attenzione particolare per il giovane pubblico, le famiglie e le scuole, ma da qualche anno questo impegno si è concretizzato in una collaborazione e condivisione attiva con le scuole di ogni grado del territorio valdelsano.
Tutto è cominciato cinque anni fa, potrebbe essere l’inizio di una fiaba!…, con una Biancaneve della compagnia Teatro del Carretto, lo storico e splendido spettacolo che da oltre 30 anni calca le scene internazionali. Il progetto fu talmente coinvolgente ed ebbe una risposta così positiva che ci convinse a farne un punto di riferimento della rassegna, dedicando così spazi privilegiati ai piccoli spettatori del Teatro, che
diventeranno il pubblico di domani. Nella XVIII edizione di Leggieri d’Inverno sono previsti lo spettacolo per bambini Racconti dal bosco: Cappuccetto Rosso della compagnia Zaches Teatro e quello per ragazzi L’imputato non è colpevole della compagnia Giardino Chiuso con incontri e attività di approfondimento in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Folgore da San Gimignano – ciclo elementari e medie inferiori – e il Liceo Classico A. Volta di Colle di Val d’Elsa. Abbiamo riscontrato, dopo questi anni di lavoro, un’accoglienza bellissima da parte del personale docente, che ci sostiene a continuare a portare la nostra voce all’interno delle classi, in modo che i bambini e i ragazzi possano confrontarsi ed interrogarsi sul mondo incantato della parola, dell’immagine, del movimento ma anche del suono, della luce e dei tanti elementi che si rivelano nella creazione teatrale, per un’ulteriore
crescita sia individuale che collettiva.
creazione e interpretazione Lorenzo di Rocco e Jennifer Lavinia Rosati musiche di Zack Hemsey produzione Giardino Chiuso/Orizzonti Verticali, Fondazione Fabbrica Europa/PARC Performing Arts Research Centre nell’ambito del progetto di Residenza Orizzonti Verticali_cantiere danza sostenuto da COB Compagnia Opus Ballet con il contributo di Mibac, Regione Toscana residenza coreografica dal 17 al 23 agosto 2020 presso PARC, Firenze
L’idea del lavoro è ispirata al concetto di entanglement, quel misterioso fenomeno della meccanica quantistica definito da Einstein come un’azione a distanza. Affascinati ed incuriositi dal gioco delle particelle che, grazie ad un indefinito legame comunicativo, reagiscono in egual modo seppur distanti tra loro, abbiamo iniziato la ricerca del nostro progetto: un intreccio di essenze e corpi legati da una forza tanto profonda quanto potente, che trascende tempo e spazio, annullando il principio di località.
Attratti dall’analogo rapporto tra microcosmo e macrocosmo, intesi come atomo e uomo, come uno la riproduzione in scala dell’altro, ci siamo avvicinati all’idea che i fenomeni che hanno luogo in un mondo infinitamente piccolo come quello delle particelle possano trasporsi nella nostra realtà. Tra i vari fenomeni di cui siamo venuti a conoscenza, siamo rimasti particolarmente colpiti dall’entanglement quantistico, fenomeno in cui due particelle microscopiche, inizialmente interagenti, possono risultare legate tra loro anche poste a grande distanza l’una dall’altra, come se fossero legate da un intreccio invisibile. Da qui nasce una riflessione che proietta l’entanglement sulle relazioni che si instaurano tra gli esseri umani. Le persone creano costantemente relazioni che influenzano lo status quo emotivo degli uni e degli altri, a prescindere dal modo in cui esse comunichino. Ecco allora l’idea di offrirci come “cavie” del nostro esperimento coreografico: creando un’incessante contatto che ci permettesse dapprima di trasferire quante più informazioni lavorando come un unico corpo e poi di continuare a condividerle a distanza, danzando come due particelle nello spazio scenico. Indagando su quello che potrebbe essere a livello quotidiano la forma più emblematica di contatto umano, abbiamo deciso di utilizzare “l’abbraccio” come gesto ricorrente della struttura coreografica, un flusso di energia puro e semplice in grado di connetterci a livello più profondo con il prossimo.
SAN GIMIGNANO 12 GENNAIO – 28 MARZO XVIII EDIZIONE
In ogni comunità che si rispetti Il Teatro è una di quelle istituzioni che non può essere assente o malconsiderata. Il Teatro nella nostra società odierna è uno dei pochi luoghi dove l’incontro e lo scambio di idee vengono inevitabilmente impreziositi, in cui si creano connessioni tra esseri umani non virtuali, dirette e senza intermediazione di alcunché. Pertanto, nel nostro contemporaneo, sta riacquistando quella importanza che ha sempre avuto nella storia, riappropriandosi di un ruolo reazionario e moderno nel vivere civile. Sfortunatamente la nostra città ha il suo teatro in attesa di esser riaperto per lavori e messa in sicurezza. Aspettiamo fiduciosi e speranzosi la sua riapertura in tempi brevi, chissà, magari già per la prossima stagione 2021!
Ma, grazie alla volontà dell’Amministrazione comunale e dell’Assessore alla Cultura Carolina Taddei, la stagione Leggieri d’Inverno, giunta alla sua XVIII edizione, anche per quest’anno sarà errante, e porterà il teatro in vari luoghi della città: Musei Civici, Biblioteca Comunale, Torre e Casa Campatelli, Centro Il Bagolaro, palazzo della Propositura, La Rocca Wine Experience, Convento di Sant’Agostino, Sala Tamagni, Scuola di Musica Il Pentagramma.
Tutti ben contenti di ospitare i “pellegrini” del pensiero, della parola e del movimento, segno importante per consolidare la nostra comunità e per amplificare il pensiero che soffia sulle coscienze. Arriveranno, in questa stagione 2020, artisti come Marco Baliani, Marta Cuscunà, Zaches Tetaro, la compagnia Adarte, il cantautore Ninè Ingiulla e la poetessa Giulia Martini oltre che alla compagnia di casa Giardino Chiuso. Faranno da corollario le sempre interessanti letture curate da Marco Lisi e lo storico gruppo di teatro amatoriale I Comici Ritrovati. Presteremo molta attenzione, come da nostra vocazione consolidata negli anni, alle scuole e a tutti i ragazzi del nostro circondario con due spettacoli pensati appositamente per loro. Quindi, anche per quest’anno, il Geco è con la valigia pronto ad aprirla e farne uscire magicamente storie e racconti, musica e danza, con l’augurio che dalla prossima stagione possa ritornare a casa nel bellissimo Teatro dei Leggieri.
CALENDARIO Spettacoli e Incontri
>domenica 12 gennaio h 18.00 – FAI ׀ Torre e Casa Campatelli
INCONTRO CON LA POESIA GIULIA MARTINI
>domenica 19 gennaio h 16.00 – Chiesa di San Lorenzo in Ponte
TEATRO MARTA CUSCUNÀ THE BEAT OF FREADOM
>sabato 25 gennaio ore 16.00 – Palazzo della Propositura
TEATRO AMATORIALE I COMICI RITROVATI LA FINTA ADDORMENTATA NEL BOSCO
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