BAD – Bottega d’Arte Digitale

BAD TO SCHOOL
Organizzazioni culturali e mondo della scuola: metodologie di coprogettazione e promozione

Organizzatori Giardino Chiuso, LaLut, Straligut Teatro, Topi Dalmata
Partners Università di Siena, Santa Chiara Lab, ux.boutique, Murate Idea Park
Con il contributo di Fondazione Monte dei Paschi di Siena
Nell’ambito del bando RESET

BAD è un progetto di formazione nato nel 2023, nell’ambito di RESET, un’iniziativa della Fondazione Monte dei Paschi di Siena per sostenere, formare ed ingaggiare il settore culturale e creativo della Provincia di Siena. Nella prima edizione i percorsi formativi avevano come comune denominatore la “trasformazione digitale” del settore culturale.

Per l’anno 2025 proponiamo BAD TO SCHOOL un percorso di formazione intensivo per esplorare il rapporto tra organizzazioni culturali e mondo della scuola, con un’attenzione particolare, vista la vocazione che BAD reca nel nome, a come anche il tema del digitale è affrontato nelle attività di progettazione, negli interventi di didattica e promozione che vengono proposti ai giovani in età scolare.

Enti culturali e comunità scolastica, per valorizzare al meglio le rispettive potenzialità, necessitano di figure professionali in grado di attivare e facilitare dialoghi strutturati e percorsi condivisi.

Il corso forma Mediatori di progetto:
professionisti (che possono essere anche interni alle stesse organizzazioni, personale in cerca di una maggiore specializzazione) con competenze specifiche nella gestione delle relazioni tra enti culturali e Scuole, nella facilitazione di processi di co-progettazione e nella promozione di attività culturali rivolte al mondo educativo.

Ogni incontro sarà guidato da realtà di eccellenza nazionale nel campo della mediazione culturale, del teatro e della formazione: Fondazione Musei Senesi (Siena), Casa dello Spettatore (Roma), Teatro dell’Argine (Bologna), Teatro Metastasio (Prato).

Obiettivi formativi:

  • Acquisire strumenti per facilitare processi di ascolto, confronto e coprogettazione
  • Sviluppare competenze di mediazione culturale tra Scuola, enti e comunità
  • Supportare le organizzazioni culturali nell’organizzazione efficace di proposte per il sistema scolastico

Destinatari:
Operatori culturali, studenti universitari, educatori, insegnanti, progettisti, figure di coordinamento.
✔ Possibilità di frequentare uno o più workshop a scelta
✔Formazione pratica
✔ Competenze subito spendibili
✔ Networking con realtà del territorio e nazionali
Un corso per chi vuole fare la differenza nelle politiche culturali ed educative dei territori.

Per iscrizioni o maggiori info www.formazionebad.it

Peaceful Places

coreografia e concept Margherita Landi e Agnese Lanza
regia VR e concept VR Margherita Landi
post produzione Sasan Bahadorinejad e Cosimo Lombardelli
cast video 360 Mirko Cuttini, Sara Della Mora, Margherita Landi ,Agnese Lanza, Iris Pellizzari, Armando Puicher, Daria Rizzardi, Giada Rossi, Anna Toscano, Enea Zancanaro
prodotto da Gold Enterprise
coproduzione Giardino Chiuso, Compagnia Simona Bucci
con il sostegno di Dialoghi/Residenze delle arti Performative a Villa Manin, Festival Contaminazioni Digitali, PimOff

C’è qualcosa che tocca tutti noi nel momento in cui siamo in grado di lasciar andare le nostre resistenze e condividere un abbraccio. La pandemia mondiale ha distrutto la nostra fiducia in questa semplice azione. Peaceful Places (i luoghi pacifici) sono gli spazi tra le nostre braccia. Possiamo imparare ad abbracciare di nuovo?
L’abbraccio è un gesto che tutti conosciamo e condividiamo da quando siamo nati. Stare in un abbraccio costringe a confrontarci con le nostre vulnerabilità, a volte con la scomodità della vicinanza, ma può anche aprire uno spazio temporale in cui possiamo permetterci il lusso di rallentare e finalmente ascoltare noi stessi .
Peaceful Places permette a tutti di trasformare il proprio stato emotivo in movimento, allenando la propria empatia e il corpo ad abbracciare. Persone reali, con veri legami emotivi, guidano il movimento del fruitore condividendone la tenerezza, diventando personaggi archetipici con cui tutti possiamo identificarci.
Il progetto è un’installazione partecipativa e inclusiva. Un’esperienza di vicinanza, grazie a coppie reali e ai loro corpi, e allo stesso tempo un’esperienza di assenza, di solitudine, perché il tocco e l’interazione sono solo immaginati. Un’azione immaginata comunque non è meno reale per la nostra mente. Il movimento che perde la sua funzione diventa simbolico, astratto, diventa danza.
Peaceful Places è innovativo non solo per l’utilizzo di una tecnologia immersiva, ma anche per un utilizzo della Realtà Virtuale completamente diverso dal consueto, capace di ridefinire il rapporto tra pubblico e performer:una performance (dentro il visore) genera una performance (quella dei fruitori) che mostra gesti umani, naturali eppure profondamente sentiti.

 “E’ profondamente poetico per noi mostrare un’umanità attenta, concentrata, emozionata. Un messaggio politico che sposta l’attenzione dalla prestazione e dal virtuosismo performativo sul sentire, sull’inclusione. Nel nostro lavoro chiunque può generosamente donare la bellezza del proprio gesto” (Margherita Landi)

In contrasto con l’immagine dei corpi come armi, immagine che è stata utilizzata da vari pensatori per definire il rapporto con l’altro durante la pandemia mondiale, Margherita Landi e Agnese Lanza propongono l’immagine di corpi come luoghi pacifici (Peaceful Places). Un modo per guarire un trauma profondo che tutti abbiamo vissuto, dopo aver scansato tanti corpi negli ultimi anni, finalmente abbiamo l’opportunità di condividere un momento di vicinanza. Una danza morbida e tenera per cambiare il mondo.

Premio Auggie Award Best Art 2021, Santa Clara, CA. Finalista Short International Film Festival, Trieste Semifinalista Dumbo Film Festival, NY. Finalista premio Artkeys

Per maggiori informazioni visita il sito landilanza.com

Dealing with Absence

concept e coreografie Margherita Landi e Agnese Lanza
VR concept, regia video e montaggio Margherita Landi
performer Cora Gasparotti, Lucrezia Gabrieli, Francesca Santamaria
produzione GOLD
con il sostegno di Residenze digitali 2021, Biennale College Cinema VR 2020, Compagnia Giardino Chiuso

Si tende a pensare che l’assenza sia immateriale dimenticando che essa per essere percepita richiede l’accesso alle proprie memorie fisiche ed emotive. Di fatto non ci può mancare ciò che non conosciamo o non ricordiamo.
Dealing with Absence attraversa diversi media: danza, cinema, realtà virtuale e social media. Un lavoro tecno-poetico che vuole portare l’attenzione su come le tecnologie stanno cambiando le regole delle interazioni tra i corpi, creando sia nuovi limiti che nuove possibilità.
Quello che Dealing with Absence offre allo spettatore è la visione di un viaggio privato, intimo e personale che i danzatori coinvolti eseguono indossando visori VR e ballando partiture di movimenti estratte da film che raccontano e declinano il tema dell’assenza (ad esempio Lo specchio di Tarkovskij e Persona di Bergman).
Il pubblico può assistere a questo viaggio da lontano, da dietro il proprio schermo, e netta rimane per tutto il tempo la consapevolezza che la danza continuerebbe – e quindi continuerà – anche senza di lui. Lo spettatore non vede mai nulla di ciò che  appare alle danzatrici attraverso i visori: è nell’intimo della performer che accade un qualcosa che il corpo attraversa rendendolo visibile. Un viaggio solitario anche quando il passo è a due e la danza si fa dialogo: non c’è spazio fisico comune, le stanze e i luoghi rimangono separati, nessun contatto tra i corpi che vivono nello stesso istante in un altrove definito e indefinibile la stessa esperienza.
E danzare l’esperienza appare il modo più profondo di viverla.

Lo schermo come uno specchio,
o lo specchio come uno schermo,
restituisce (o costruisce) un’immagine di sè.
Il visore per vedere, per farsi vedere o per non vedere,

per collegarsi o per scollegarsi
è maschera, stato interiore, metafora.
Ma anche strumento concreto di trasmissione coreografica.

Per maggiori info visita il sito landilanza.com

Ergo Sum: Descartes Diptych

ispirato alle teorie di René Descartes

coreografia Marco Chenevier
interpreti Compagnia EgriBiancoDanza Gianna Bassan, Fabio Cavaleri, Longdoz Tabatha, Cristian Magurano, Francesco Moriello, Oxana Romaniuk
produzione Fondazione Egri per la Danza
coproduzione Giardino Chiuso
con il sostegno di MiC – Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Fondazione CRT, TAP – Torino Arti Performative, Comune di San Gimignano_Assessorato alla Cultura, PARC Performing Arts Research Centre

Geometria delle passioni, questo il titolo scelto dal coreografo Marco Chenevier per l’opera coreografica dedicata al noto filosofo e matematico Cartesio creata per la Compagnia EgriBiancoDanza all’interno del progetto Ergo Sum. «I fondamenti di una scienza meravigliosa», come il pensatore francese era solito chiamare i principi della nuova scienza, vengono rappresentati dai corpi dei danzatori sulla scena che restituiscono la meccanica che domina i legami delle passioni.

ERGO SUM: DESCARTES DIPTYCH è l’ultima tappa dell’omonimo progetto Ergo Sum, a cura di Raphael Bianco, che la Compagnia EgriBiancoDanza ha dedicato alle intuizioni e visioni di grandi pensatori della nostra civiltà: Montaigne, Leonardo e Einstein. Quest’ultimo tassello si ispira alle teorie sull’esistenza di René Descartes ed è affidato a due interessanti figure della giovane danza autoriale contemporanea: Daniele Ninarello e Marco Chenevier.

Per maggiori info visita il sito egridanza.com

Entanglement

creazione e interpretazione Lorenzo di Rocco, Jennifer Lavinia Rosati
musiche Zack Hemsey

Vincitore Premio Twain_direzioniAltre 2021

produzione Giardino Chiuso/Orizzonti Verticali, Fondazione Fabbrica Europa/PARC Performing Arts Research Centre
con il sostegno alla produzione di TWAIN Centro di Produzione Danza e PERIFERIE ARTISTICHE – Centro di Residenza Multidisciplinare del Lazio
con il contributo di MiC Ministero della Cultura, Regione Toscana

L’idea del lavoro nasce dall’indagine di un affascinante concetto appartenente al mondo delle particelle: l’entanglement, quel misterioso fenomeno della meccanica quantistica già definito da Einstein come “un’azione a distanza”, in cui due microparticelle, inizialmente fatte entrare nello stesso stato quantico, possono risultare connesse anche se poste successivamente a grande distanza una dall’altra.
Dall’esplorazione di questo fenomeno scaturisce una riflessione sul rapporto tra atomo e uomo, intesi uno come la riproduzione in scala dell’altro, avvalorando dunque l’ipotesi che l’entanglement possa verificarsi anche nella nostra realtà.
Gli esseri umani creano costantemente relazioni che influenzano lo status quo emotivo gli uni degli altri, indipendentemente da come sia la relazione, risultando uniti da un legame impercettibile. Un legame infinito, che lascia una traccia indissolubile nel tempo e nello spazio.
Alla fine di questo periodo scuro, la ricerca dell’altro, la ricerca del contatto sia fisico che intellettuale è diventato nuovamente necessario affinché possano prosperare nuove idee e nuovi percorsi artistici cercando contaminazioni tra tutte le arti e le scienze. Il nostro lavoro si inserisce proprio in questo contesto, il concetto di entaglement si trova in perfetta sintonia con le difficoltà e i pericoli che la globalizzazione evidenzia e che l’attuale pandemia sta sottolineando. Il pericolo di perdere nuovamente il contatto fisico, di ricreare nuovi confini ancorché virtuali che rinchiudono anziché aprire nuove porte è reale e preoccupante. Da questo punto di vista il percorso che prende in analisi gli intrecci e i “dialoghi” tra particelle diventa affascinante, portandoci in una dimensione “altra” per scandagliare le nostre capacità umane di relazionarsi. Un’eredità quasi romantica, disperatamente alla ricerca di un contatto reale, che cerca di mantenere questa connessione seppur a distanza.
Scagliati in una dimensione in cui micro e macro si fondono in una realtà elastica, due corpi la esplorano, mossi verso un incontro involontario.
Incontrandosi ed entrando uno nello spazio intimo dell’altro, iniziano a comunicare e, attraverso un incessante contatto, intrecciano i fili di una connessione infinita creando immagini di esperienze passate, presenti o future che, come ologrammi, prendono vita. Danno così origine ad uno scambio di informazioni che consentirà loro di porre le basi per un’interazione possibile a qualsiasi distanza.
Indagando lo sviluppo scenico di questo concetto, abbiamo individuato una delle forme più emblematiche del contatto umano, “l’abbraccio”, come flusso di energia in grado di connetterci a livello profondo con il prossimo.

 

LEGGIERI D’INVERNO. Memorie continue

San Gimignano
28 ottobre 2022 | 20 gennaio 2023
SPETTACOLI | INCONTRI CON GLI ARTISTI | LABORATORI

Comune di San Gimignano – Assessorato alla Cultura
Regione Toscana
Compagnia Giardino Chiuso
Fondazione Fabbrica Europa per le arti contemporanee

Grazie a Leggieri dʼInverno – Memorie continue rinasce la stagione invernale teatrale di San Gimignano dopo un lungo periodo di assenza forzata. Vogliamo proporre alcuni appuntamenti di teatro e danza per riavvicinarsi a quella splendida arte che è lo spettacolo dal vivo, in una forma molto intima e conviviale. Si avvicenderanno artisti che si “racconteranno” davanti a un camino, reale o immaginario, svelando le proprie fragilità, i successi, gli aneddoti, i testi più cari. Uno spettacolo nello spettacolo, in attesa della riapertura del Teatro dei Leggieri, dove finalmente quelle parole, quei gesti, ritorneranno alla propria natura e alla propria forma, su un palcoscenico.
Un progetto che ha l’obiettivo di mantenere e proteggere quella “memoria” orale e gestuale che il teatro sa benissimo come trasmettere.


CALENDARIO Spettacoli e Incontri

>venerdì 28 ottobre h 21:00Sala della Cancelleria
INCONTRO EGRIBIANCONDANZA/GIARDINO CHIUSO
ERGO SUM: DESCARTES DIPTYCH
Geometria delle passioni
ispirato alle teorie di René Descartes

>venerdì 11 novembre h 19:00FAI ׀ Torre e Casa Campatelli
INCONTRO/SPETTACOLO TEATRO STUDIO KRYPTON
TEATRO DI LUCE
Laboratorio per l’addestramento della luce
con Giancarlo Cauteruccio

>domenica 11 dicembre h 19:00 – Hotel la Cisterna
INCONTRO VIRGINIO GAZZOLO
HO FELICEMENTE DIMENTICATO TUTTO
Virginio Gazzolo si racconta

…a breve i prossimi eventi!

INFO E PRENOTAZIONI
Compagnia Giardino Chiuso: + 39 335 5458074 ׀ info@giardinochiuso.com

Fiori assenti_I studio

ispirato al ciclo di opere Fiori assenti di Albano Morandi

ideazione Emma Zani
coreografia e interpretazione Emma Zani e Roberto Doveri
musiche Timoteo Carbone
elemento scenico Albano Morandi
lighting design Michele Arrabito
costumi HACHE Official
produzione YoY Performing Arts, Giardino Chiuso, Nutida/Stazione Utopia
in collaborazione con Meccaniche della meraviglia
con il sostegno di PARC Performing Arts Research Center/Fondazione Fabbrica Europa
con il contributo di MiC_Ministero della Cultura

Fiori Assenti è il secondo capitolo del progetto Dialoghi con l’arte, nato nel 2021 in collaborazione con l’Associazione culturale Meccaniche della meraviglia, da anni al centro di importanti iniziative volte a restituire all’arte contemporanea una funzione sociale e a abbattere quelle barriere che, almeno a partire dallo scorso secolo, hanno provocato un progressivo distacco fra cultura artistica e società civile. Il progetto si articola in tre capitoli nati dall’incontro con le opere di tre artisti contemporanei, punto di partenza per la ricerca di una rinnovata dialettica tra l’arte contemporanea, la danza e la musica.
Dopo il primo capitolo, Meraki, ispirato all’opera “Palmira” dell’artista egiziano Medhat Shafik, il secondo incontro nel cammino progettuale di YoY è con l’artista Albano Morandi e in particolare con il suo ciclo di opere Fiori assenti legato al concetto di emersione e latenza dell’immagine. Tali creazioni sono caratterizzate dalla presenza di forme di colore bianco, che Morandi definisce “elementi di una flora fossile”, che emergono in negativo dalla monocromia dell’opera. Il contrasto, la semplicità della composizione, la materia del segno, sono stati i temi che hanno ispirato questa performance.
La danza cerca espressione attraverso l’indagine di forme che vengono rielaborate in un continuum coreografico che costruisce e sottrae, elabora e decostruisce, per modificarne di volta in volta il percorso. Un percorso in cui il tema dell’assenza (o del negativo) diventa l’elemento che ricorre. Questa flora fossile ingessa la dinamicità dei corpi che tentano un’espressività a cui viene “negata” la plasticità propria della danza. I corpi si prestano, come l’opera, a diventare “forme scultoree” in una sorta di contro-danza che si snoda tra piccoli dettagli, gesti armoniosi nello spazio e momenti ritmici dissonanti.
Un’indagine nelle trame del movimento per elaborare una peculiare forma espressiva alla ricerca del proprio linguaggio coreografico in relazione alle musiche originali di Timoteo Carbone e all’elemento scenico, creato appositamente da Albano Morandi.

Per maggiori info visita anche il sito aboutyoy.com

Ergo Sum – Descartes Diptych

coreografia Daniele Ninarello, Marco Chenevier
interpreti 8 danzatori della Compagnia EgriBiancoDanza
produzione Fondazione Egri per la danza, Giardino Chiuso
con il sostegno di MiC, Regione Piemonte, Fondazione CRT, TAP – Torino Arti Performative in collaborazione con Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani – Torino

Ergo Sum è l’ultima tappa dell’omonimo progetto, a cura di Raphael Bianco, che la Compagnia EgriBiancoDanza ha dedicato alle intuizioni e visioni di grandi pensatori della nostra civiltà: Montaigne, Leonardo e Einstein.
Quest’ultimo tassello si ispira alle teorie di Descartes sull’esistenza ed è affidato a due interessanti  coreografi di chiara fama nel panorama della danza contemporanea: Daniele Ninarello e Marco Chenevier.
In particolare, per il 2022, la compagnia Giardino Chiuso coprodurrà con la Fondazione Egri per la Danza il lavoro del coreografo emergente Marco Chenevier ospitandolo in residenza artistica a San Gimignano dal 24 al 29 ottobre.

Marco Chenevier è stato per sette anni assistente di Isaac Alvarez presso il Théâtre du Moulinage a Lussas (Francia). È danzatore in diverse compagnie tra Italia e Francia: Romeo Castellucci e Cindy Van Acker, Cie CFB451 in seno al CCN di Roubaix – Carolyn Carlson, Cie Lolita Espin Anadon, Les Eclats e altre ancora. Da subito interessato alla composizione coreografica, sviluppa un percorso di ricerca a cavallo tra i generi, esplorando i confini tra i linguaggi della danza e del teatro. Già coreografo per EgriBiancoDanza per la produzione Le labbra di Prometeo (2017).

Entanglement

Dal 19 al 23 agosto 2022 il duo coreografico composto da Lorenzo di Rocco e Jennifer Lavinia Rosati inizierà la seconda fase di residenza artistica per lo sviluppo del progetto Entanglement, presentato in forma di studio 2 al Festival direzioniAltre 2021 e vincitore nello stesso anno del Premio Twain_direzioniAltre.

La residenza si svolgerà presso Teatro il Rivellino e Supercinema a Tuscania con il tutoraggio di Gian Maria Cervo (drammatugo), Loredana Parrella (direttore artistica), Elena Mozzetta (responsabile “Pionieri della Visione”), Luca Febbraro (direttore tecnico).

Entanglement

Dal 22 al 30 giugno 2022 il duo coreografico composto da Lorenzo di Rocco e Jennifer Lavinia Rosati inizierà la prima fase di residenza artistica per lo sviluppo del progetto Entanglement, presentato in forma di studio 2 al Festival direzioniAltre 2021 e vincitore nello stesso anno del Premio Twain_direzioniAltre.

La residenza si svolgerà presso Teatro il Rivellino e Sala Santa Croce a Tuscania con il tutoraggio di Gian Maria Cervo (drammatugo), Loredana Parrella (direttore artistica), Elena Mozzetta (responsabile “Pionieri della Visione”), Luca Febbraro (direttore tecnico).

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