
Giardino claustrale, hortus conclusus, paradiso privo del peccato e contrapposto al bosco popolato da bestie feroci, ma anche orto
dei semplici in cui ancora oggi ricrescono spontaneamente alcune piante medicinali presenti nei ricettari del Monastero, poi Conservatorio,
che le Clarisse usavano ammannire in unguenti e pomate, liquori e confetture. Il taglio dell’erba primaverile sprigiona l’aroma intenso dell’artemisia, della malva, della mentuccia, della tussillaggine, dell’iperico ‘cacciadiavoli’, dell’issopo e del tanaceto emmenagogo immersi nel trifoglio bianco.
Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni
Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.