Produzioni | Le troiane

Le troiane - Il silenzio del pianto

"L’espressione più indifferenziata, impotente della lingua, che contiene solo il fiato sensibile" (Benjamin)

L’utilizzo attento del movimento diventa una necessaria transizione allo sviluppo della tragedia. La danza e il movimento saranno la chiave di interpretazione là dove la fisicità sostituirà la parola. Una parola che scivola nell’epopea rovesciata di questa poesia che tende al lamento, che diventa puro lamento, che tende al silenzio. Nel corpo degli attori si misura così, secondo l’arco delle peripezie della tragedia, la transizione dalla parola al fiato: al silenzio. In particolare il fenomeno, nelle Troiane, si manifesta con una specie di autogerminazione dell’immagine; dimostra come Euripide accarezzi con l’immaginazione ciò che racconta e indugi nella descrizione senza curare troppo il dettaglio narrativo. Al poeta più che suscitare emozioni interessa raccontare e descrivere articolando lo sviluppo delle Troiane in una serie di quadri solo formalmente connessi l’uno con l’altro, lasciando l’emozione all’immaginazione e al silenzio, dove “chi assiste deve essere in grado di comprendere il muto e udire il taciturno…” Sulla scena, composta da pochi oggetti, domina l’elemento “sale”, funesto anticipatore dell’epilogo della tragedia, della distruzione della città. Lo spargimento del sale sarà l’ultimo suono udibile prima che il deserto si appropri della terra e delle inesauribili lacrime mai completamente represse. In una tragedia come Le Troiane c’è una concezione del mondo che non lascia spazio a un intervento sulla realtà esterna e trova il suo sbocco naturale nel lamento. Una vera e propria “poetica del pianto”.

"...È pazzo il mortale che saccheggia le città e le chiese e le tombe, le cose sacre dei defunti, e ne fa un deserto: e dopo, è lui che è andato in rovina."

  • Categoria: Teatro
  • Da: Le troiane di Euripide
  • Regia: Tuccio Guicciardini
  • Movimenti: Patrizia de Bari
  • Elementi scenici: Andrea Montagnani
  • Con: Sara Borsarelli, Giuseppe Cucco, Patrizia de Bari, Igor Horvat, Alessandra Roca, Clady Tancredi
  • Coro: Laura Bandelloni, Francesca Cipriani, Giada Negroni, Rosanna Pingani, Silvia Serchi
  • Traduzione: Edoardo Sanguineti
  • Costumi: Louise Moller Breschi, Marilù Sasso
  • Luci: Lucilla Baroni
  • Durata: 70’ minuti
  • Co-produzione: Compagnia Giardino Chiuso, Festival Magna Grecia Teatro
  • Con il sostegno di: Assessorato alla Cultura di San Gimignano, Dipartimento dello Spettacolo - Regione Toscana, Provincia di Siena